Scicli, raid di Capodanno in contrada Fumarie: rubato un trattore

Giulia Giudice
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Il colpo in un’azienda familiare alle porte di Donnalucata riaccende la paura nelle campagne. Corsa all’installazione di telecamere per difendersi dai ladri.

Un brindisi amaro per un’azienda a conduzione familiare del litorale sciclitano. Approfittando del frastuono e delle distrazioni della notte di San Silvestro, una banda di malviventi ha messo a segno un colpo mirato nelle campagne alle porte della borgata di Donnalucata. Ignoti si sono introdotti all’interno di una proprietà privata e hanno sottratto un trattore, facendo perdere le proprie tracce nel buio.

L’episodio, avvenuto precisamente nella notte del 31 dicembre, è stato denunciato ai Carabinieri della stazione “Vincenzo Garofalo”, competente per territorio. Ma quello che poteva sembrare un singolo fatto di cronaca ha innescato una reazione a catena di preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

Il furto si è verificato in contrada Fumarie, una zona nevralgica per l’economia agricola locale, dove la densità di serre e aziende è elevata. La notizia del raid ha fatto scattare l’asticella dell’allarme in tutto il comprensorio: il timore è che i ladri possano aver preso di mira l’area per compiere nuovi furti di mezzi agricoli, strumenti indispensabili e costosi, la cui sottrazione può mettere in ginocchio le piccole realtà produttive.

Di fronte a questa minaccia, gli imprenditori stanno correndo ai ripari. Si registra in queste ore un aumento delle richieste per l’installazione di sistemi di videosorveglianza di ultima generazione. L’obiettivo è creare un deterrente efficace contro chi pensa di agire indisturbato, “padron” del territorio.

Per il comparto agricolo sciclitano, già provato da una crisi strutturale fatta di alti costi di produzione e prezzi di vendita spesso irrisori, la sicurezza è diventata una priorità assoluta. Ogni attrezzo rubato rappresenta un sacrificio vanificato per famiglie che lavorano la terra tra mille difficoltà.

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Originaria di Vittoria (RG), 30 anni, Giulia Giudice è tecnico di laboratorio. La scrittura è la sua grande passione, che coltiva insieme all'interesse per le produzioni agricole locali, in particolare l'olio e il vino, e all'amore per le escursioni nella natura iblea. Proprio dalla sua attenta osservazione, unita alla profonda conoscenza del territorio ragusano, trae ispirazione per raccontare le realtà produttive, le tradizioni e le storie della sua terra.
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