Sortino, notte di paura: bomba alla banca, ma colpo fallito

Giulia Giudice
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Un boato improvviso ha squarciato il silenzio della notte a Sortino, svegliando di soprassalto i residenti e lasciando dietro di sé macerie e paura, ma nessun bottino. Nel mirino della criminalità è finita la filiale del Monte dei Paschi di Siena, teatro di un assalto violento che sembra ricalcare un copione ormai tristemente noto nella provincia aretusea. Ignoti hanno utilizzato una carica esplosiva per far saltare l’ingresso dell’istituto di credito, con l’intento preciso di abbattere la parete divisoria e guadagnarsi l’accesso al locale blindato che custodisce il denaro dello sportello automatico.

Il piano dei malviventi, tuttavia, si è inceppato proprio sul più bello. Nonostante la deflagrazione abbia sventrato l’accesso, la banda non è riuscita a mettere le mani sulle banconote. Probabilmente scoraggiati dalle difficoltà logistiche impreviste o messi in fuga dall’attivazione immediata dei sistemi di allarme, i criminali hanno preferito abbandonare l’impresa e dileguarsi nel buio pochi istanti prima dell’arrivo delle pattuglie dei Carabinieri. Ai militari dell’Arma, giunti tempestivamente sul posto, non è rimasto che constatare i danni ingenti alla struttura e avviare le indagini per risalire all’identità dei fuggitivi.

L’episodio di Sortino riaccende l’allarme sicurezza nella zona montana del siracusano, che nelle ultime due settimane sembra essere diventata terra di conquista per bande specializzate. Gli inquirenti stanno lavorando per collegare questo raid fallito con i recenti precedenti avvenuti nei comuni limitrofi: quello di Palazzolo Acreide, dove i ladri sono riusciti a portar via circa 100mila euro utilizzando la tecnica dell’esplosivo, e quello di Buccheri, dove l’assalto fu tentato addirittura con l’ausilio di un escavatore. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo per comprendere se dietro questa sequenza ravvicinata di attacchi vi sia un’unica mano, una “banda del bancomat” che sta battendo a tappeto l’entroterra sfidando le forze dell’ordine.

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Originaria di Vittoria (RG), 30 anni, Giulia Giudice è tecnico di laboratorio. La scrittura è la sua grande passione, che coltiva insieme all'interesse per le produzioni agricole locali, in particolare l'olio e il vino, e all'amore per le escursioni nella natura iblea. Proprio dalla sua attenta osservazione, unita alla profonda conoscenza del territorio ragusano, trae ispirazione per raccontare le realtà produttive, le tradizioni e le storie della sua terra.
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