Modica, follia a Palazzo San Domenico: minaccia di dare fuoco a tutto

Giulia Giudice
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Attimi di terrore in piazza Principe di Napoli: uomo noto ai servizi sociali bloccato da Polizia Locale e Carabinieri dopo aver versato carburante all’ingresso del Comune. Il sindaco Monisteri: «Ha superato ogni limite».

È stata una mattinata di ordinaria follia quella vissuta in piazza Principe di Napoli, dove la sede istituzionale della città, Palazzo San Domenico, ha rischiato di trasformarsi nel teatro di una tragedia. Un uomo, volto già noto alle forze dell’ordine e seguito dai servizi sociali, ha seminato il panico tentando di appiccare un incendio all’interno della casa comunale, minacciando di morte i dipendenti presenti e di immolarsi egli stesso tra le fiamme. Solo il tempismo perfetto e il sangue freddo degli agenti della Polizia Locale e dei Carabinieri hanno evitato conseguenze drammatiche.

La dinamica di quanto accaduto nell’atrio monumentale è agghiacciante. L’uomo, mosso da una rabbia cieca per non essere riuscito a ottenere immediatamente un colloquio con il sindaco e del denaro, ha messo in atto un piano improvvisato ma letale. Secondo le ricostruzioni, si è impossessato di una tanica di benzina, sottraendola verosimilmente a un decespugliatore utilizzato in quel momento dai giardinieri comunali per la manutenzione del verde. Una volta raggiunto l’ingresso del palazzo, ha svuotato il liquido infiammabile sul pavimento, saturando l’aria con l’odore acre del carburante e urlando la sua intenzione di innescare il rogo.

A delineare i contorni inquietanti della vicenda è il sindaco Maria Monisteri, raggiunta telefonicamente poco dopo la fine dell’emergenza. «È una persona che seguiamo già con i servizi sociali – racconta la prima cittadina, ancora scossa – ma che da tempo ha la bruttissima abitudine di presentarsi in Comune, sbattere i pugni, insultare e minacciare. Se non gli vengono dati dieci o venti euro, non se ne va». Questa volta, però, l’asticella della violenza si è alzata pericolosamente. L’uomo era andato in escandescenze non trovando il sindaco, che in quel momento si era assentata brevemente per un impegno istituzionale. «Alle 10 mi hanno chiamata, ero già di nuovo in Comune e lui si trovava all’interno con la Polizia Locale», spiega Monisteri.

La tensione è rimasta altissima per diversi minuti. L’uomo, in evidente stato di agitazione psicomotoria, ha continuato a urlare minacce anche contro i Carabinieri giunti in supporto, arrivando persino, in un gesto surreale, a telefonare personalmente all’Arma mentre si trovava lì. L’intervento congiunto delle forze dell’ordine ha permesso di immobilizzarlo prima che potesse accendere la scintilla fatale. Mentre l’uomo veniva portato via, l’atrio è stato immediatamente bonificato e lavato con un’idropulitrice per eliminare ogni traccia di benzina e mettere in sicurezza l’edificio.

Per l’aggressore sono scattate le manette: condotto in caserma e posto in stato di fermo, è stato successivamente associato al carcere di Ragusa, in attesa che la magistratura definisca i reati contestati. Resta però l’amarezza e una nuova, preoccupante percezione della vulnerabilità delle istituzioni locali. «Finora non l’ho mai temuto – conclude il sindaco Monisteri – ma questa volta ha superato ogni limite. Un minimo di apprensione ora c’è. La situazione è tornata alla calma solo dopo che è stato portato via dalle forze dell’ordine».

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Originaria di Vittoria (RG), 30 anni, Giulia Giudice è tecnico di laboratorio. La scrittura è la sua grande passione, che coltiva insieme all'interesse per le produzioni agricole locali, in particolare l'olio e il vino, e all'amore per le escursioni nella natura iblea. Proprio dalla sua attenta osservazione, unita alla profonda conoscenza del territorio ragusano, trae ispirazione per raccontare le realtà produttive, le tradizioni e le storie della sua terra.
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