Nelle campagne di Chiaramonte Gulfi e dei Monti Iblei la sfida alla siccità e alla carenza di manodopera si vince dall’alto con l’agricoltura di precisione.
Non solo tradizione millenaria, ma alta tecnologia per difendere l’oro verde della provincia. Nelle campagne ragusane, cuore pulsante della produzione Dop, la risposta ai cambiamenti climatici arriva dal cielo. I riflettori si sono accesi su una nuova frontiera dell’olivicoltura locale, raccontata in un recente servizio della Tgr Sicilia: l’utilizzo di droni e sistemi intelligenti per monitorare lo stato di salute delle piante e ottimizzare le risorse idriche.
Il ronzio delle eliche si mescola ormai al paesaggio rurale di Chiaramonte Gulfi, dove la precisione sta sostituendo l’approssimazione. Questi velivoli, capaci di decollare e operare in pochi minuti, riescono a raggiungere terrazzamenti impervi e a distribuire trattamenti mirati contro i parassiti o nutrienti specifici, riducendo drasticamente i tempi di lavoro. Ma il vero valore aggiunto risiede nella gestione dell’acqua: grazie a sensori GPS e “mappe di vigore”, l’agricoltore non irriga più a pioggia, ma solo dove la pianta ne ha reale bisogno.
I dati sono incoraggianti per l’economia locale. L’adozione di queste tecnologie, che incrociano le previsioni meteo con il fabbisogno reale dell’albero, può portare a un abbattimento dei costi di produzione fino al 30%. Un risparmio vitale in un periodo segnato dai rincari e dalla difficoltà di reperire braccianti agricoli. Tuttavia, la strada verso la modernizzazione incontra l’ostacolo della frammentazione: i piccoli produttori iblei, spesso proprietari di pochi ettari, faticano ad accedere ai fondi comunitari per l’innovazione. La sfida futura sarà quindi aggregarsi per non perdere il treno della modernità e tutelare la qualità dell’olio ibleo.
