L’intuito investigativo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica ha svelato, nelle scorse ore, un’attività di spaccio che si nascondeva dietro l’apparente normalità di una residenza privata a Pozzallo. L’operazione, nata nell’ambito di un più ampio dispositivo di controllo del territorio volto a reprimere il traffico di sostanze stupefacenti nella provincia iblea, ha portato all’arresto in flagranza di reato di un giovane di venticinque anni, incensurato ma tradito dal proprio linguaggio del corpo. Quello che era iniziato come un accertamento di routine si è infatti trasformato rapidamente in una perquisizione approfondita quando i militari hanno notato un’ingiustificata agitazione nel ragazzo: tremori, risposte evasive e un nervosismo palpabile che strideva con il contesto del controllo.
Questo campanello d’allarme ha spinto gli operanti a non fermarsi alle apparenze e a estendere le verifiche all’abitazione del giovane e alle relative pertinenze. Una scelta che si è rivelata decisiva e che ha permesso di portare alla luce un sistema di occultamento e conservazione della droga particolarmente curato, quasi “professionale”. Durante l’ispezione dei locali domestici, l’attenzione degli investigatori è stata catturata inizialmente da alcuni strumenti trovati nei ripiani della cucina: un bilancino di precisione, strumento tipico per la pesatura delle dosi, e, fatto ancor più singolare, una macchina per il sottovuoto. La presenza di quest’ultimo elettrodomestico, apparentemente innocuo, ha trovato la sua logica spiegazione poco dopo, spostando l’ispezione sul veicolo a due ruote in uso al venticinquenne.
È stato sollevando la sella del motorino parcheggiato che il quadro probatorio si è completato. All’interno del vano portaoggetti, trasformato per l’occasione in un nascondiglio mobile, i Carabinieri hanno rinvenuto circa cinquanta grammi di cocaina. La sostanza non era conservata in modo approssimativo, ma era stata accuratamente suddivisa in porzioni più piccole, tutte sigillate ermeticamente all’interno di buste sottovuoto. Una tecnica, questa, utilizzata evidentemente non solo per preservare la qualità dello stupefacente, ma anche per renderne più agevole il trasporto e, probabilmente, per tentare di eludere eventuali controlli olfattivi o visivi superficiali.
Di fronte all’evidenza dei fatti, per il giovane sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. La gravità degli indizi raccolti, unita alla quantità di droga recuperata – ben oltre la soglia dell’uso personale – ha portato l’Autorità Giudiziaria iblea a convalidare l’arresto. Al termine dell’udienza di rito, il giudice ha disposto per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa che l’iter processuale faccia il suo corso e che le responsabilità penali vengano accertate definitivamente, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza. L’operazione conferma l’alta soglia di attenzione mantenuta dall’Arma sul litorale ragusano, dove il contrasto allo smercio di droghe pesanti rimane una priorità quotidiana.
