Ospedali iblei “colabrodo”, la rabbia del Nursind

Marco Gurrieri
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Il maltempo che ha flagellato la provincia di Ragusa nei giorni scorsi non ha soltanto messo a dura prova la viabilità, ma ha scoperchiato, letteralmente e metaforicamente, le fragilità del sistema di edilizia sanitaria locale. A lanciare l’allarme è il sindacato Nursind, che attraverso il segretario provinciale Giuseppe Savasta denuncia un quadro definito “molto preoccupante”, caratterizzato da infiltrazioni, guasti elettrici e allagamenti in reparti nevralgici. La critica del sindacato è feroce e punta il dito contro il paradosso di strutture relativamente recenti che cedono alla prima pioggia intensa, mettendo a rischio la sicurezza di pazienti e operatori sanitari in ambienti dove l’acqua convive pericolosamente con apparecchiature elettromedicali e fonti di ossigeno.

La mappa dei disagi tracciata dal Nursind attraversa l’intera provincia. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria si è sfiorata la paralisi a causa del guasto di una cabina elettrica, un incidente che ha costretto l’amministrazione ad attivare le procedure di emergenza e a trasferire temporaneamente le attività diagnostiche verso i presidi di Ragusa e Modica. Non è andata meglio proprio al “Maggiore” di Modica, dove le infiltrazioni d’acqua hanno interessato diverse stanze del Pronto Soccorso, un dato che suscita sconcerto se si considera che i lavori di ristrutturazione in quell’area erano stati consegnati appena nell’aprile del 2018. Ma è al “Giovanni Paolo II” di Ragusa che la situazione assume i contorni della cronicità: l’area di emergenza e persino la Direzione sanitaria sono state invase dall’acqua, replicando scene già viste nell’agosto 2018, nel settembre 2022 e, più recentemente, nel dicembre 2025 nel reparto di Psichiatria.

Di fronte a questa sequela di disservizi, il sindacato non si limita alla cronaca ma chiede teste e soluzioni. Savasta sollecita l’Asp a intraprendere azioni forti di rivalsa verso le ditte esecutrici, ricordando che si tratta di lavori consegnati da meno di dieci anni e pagati con soldi pubblici che avrebbero dovuto garantire standard di sicurezza elevati. La preoccupazione maggiore riguarda il rischio di incendi, derivante dal possibile contatto tra acqua e impianti elettrici in presenza di ossigeno, una miscela potenzialmente esplosiva che non può essere sottovalutata. Il Nursind invoca quindi una verifica strutturale urgente di tutti gli edifici sanitari e l’attivazione di protocolli di sicurezza reali, lamentando che troppo spesso, come accaduto a Ragusa, il personale si ritrova a dover garantire l’assistenza sanitaria con l’acqua alle caviglie, in totale spregio alle norme sulla sicurezza sul lavoro.

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Ragusano, 52 anni, Marco Gurrieri è imprenditore. Il giornalismo è la sua grande passione, che coltiva con curiosità e attenzione per le diverse sfaccettature della realtà, mostrando interesse anche per l'economia e le nuove tecnologie. Proprio dal suo sguardo poliedrico sul mondo e dalla sua esperienza nel tessuto socio-economico trae ispirazione per analizzare e raccontare un ampio ventaglio di tematiche, dall'attualità alla cronaca, dalla cultura alle dinamiche locali e globali.
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