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La quiete di Marina di Ragusa è stata interrotta da un episodio di microcriminalità predatoria che ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine, culminato con l’arresto di un giovane e il recupero della refurtiva. Lo scenario dell’operazione è stata la centrale Piazza Rabito, un’area che, nonostante la stagione, rimane sotto la lente d’ingrandimento del dispositivo di sicurezza predisposto dalla Polizia di Stato per garantire il controllo del territorio. Tutto ha avuto inizio quando una segnalazione puntuale è giunta alla Sala Operativa, allertando gli agenti sulla presenza di due individui sospetti che si aggiravano con fare circospetto attorno ai veicoli in sosta, intenti a forzarne le serrature o a danneggiarne la carrozzeria per guadagnarsi l’accesso agli abitacoli.
La risposta della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è stata tempestiva. Giunti sul posto, i poliziotti si sono trovati di fronte a una scena che lasciava poco spazio ai dubbi: una microcar parcheggiata presentava i segni evidenti di un’effrazione violenta. Il vetro del finestrino era stato completamente sfondato, ridotto in frantumi sull’asfalto e sui sedili. Ma è stato un dettaglio macabro e tecnicamente rilevante a guidare i primi istanti dell’indagine visiva: all’interno dell’abitacolo, infatti, erano chiaramente visibili tracce di sangue fresco, segno inequivocabile che l’autore del gesto si era ferito durante l’azione di rottura del cristallo, lasciando dietro di sé una “firma” biologica indelebile.
Mentre gli agenti analizzavano rapidamente la scena, la situazione ha subito un’accelerazione improvvisa. Uno dei sospettati, accortosi dell’arrivo della pattuglia con i colori d’istituto, ha tentato una disperata fuga a piedi nelle vie limitrofe, sperando di far perdere le proprie tracce nel tessuto urbano. Il tentativo di sottrarsi al controllo è durato però pochi istanti: la reattività degli operatori ha permesso di raggiungere e bloccare l’uomo a breve distanza dal luogo del reato. Le successive verifiche sulla persona del fermato hanno chiuso il cerchio indiziario in maniera quasi geometrica. Il giovane presentava alle mani ferite da taglio ancora sanguinanti, perfettamente compatibili con i residui ematici rinvenuti poco prima sulla microcar vandalizzata.
Come se non bastasse la prova fisica delle lesioni, la perquisizione personale ha permesso di rinvenire addosso al fuggitivo diversi oggetti che erano stati appena sottratti dall’interno del veicolo danneggiato. Di fronte a un quadro probatorio così nitido, per il soggetto, successivamente identificato come un cittadino tunisino di ventiquattro anni, è scattato inevitabilmente l’arresto. Dopo essere stato condotto in questura per l’espletamento delle formalità di rito e il fotosegnalamento, il ventiquattrenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ragusa. Ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, dovendo rispondere dell’accusa di furto aggravato su autovettura, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire la posizione del secondo soggetto inizialmente segnalato.
