Il passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia orientale non sarà archiviato come una semplice ondata di maltempo, ma come una ferita profonda inferta al tessuto economico, sociale e infrastrutturale dell’isola. Mentre le nubi iniziano a diradarsi, lasciando spazio alla conta dei danni, emerge con drammatica chiarezza la portata della devastazione che ha colpito le province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa. Uno scenario di crisi che ha spinto il Codacons a lanciare un appello perentorio alle istituzioni: è necessario attivare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Non si tratta di una richiesta formale, ma di un grido d’aiuto per territori messi in ginocchio da mareggiate di violenza inaudita, allagamenti diffusi e venti che hanno scardinato le certezze di intere comunità costiere.
L’epicentro del disastro idrogeologico sembra essersi concentrato con particolare virulenza nel Ragusano, dove i dati pluviometrici restituiscono la misura dell’eccezionalità dell’evento. La città di Modica è stata letteralmente sommersa, registrando accumuli di pioggia superiori ai duecento millimetri, una quantità d’acqua che le infrastrutture urbane non sono riuscite a smaltire. Ancora più impressionante il dato relativo al versante orientale dei monti Iblei, dove si sono superati i trecento millimetri di pioggia, trasformando i pendii in torrenti in piena. Sebbene centri come Ispica abbiano subito conseguenze minori nell’entroterra, con accumuli attorno ai sessantacinque millimetri, la fascia costiera ha pagato un prezzo altissimo ovunque.
È il caso emblematico di Pozzallo, unico snodo marittimo della provincia iblea, dove l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Roberto Ammatuna ha già avviato una corsa contro il tempo. Fin dalle prime luci dell’alba, squadre di tecnici sono state dispiegate per effettuare sopralluoghi urgenti su scuole, impianti sportivi, strutture pubbliche e lungo tutto il litorale, stravolto dalla forza cinetica del mare. L’obiettivo è redigere nel più breve tempo possibile una mappa dettagliata delle devastazioni, documento indispensabile per la delibera di Giunta attesa per domani, con la quale verrà ufficializzata alla Regione Siciliana la richiesta di calamità.
Su questo fronte caldo interviene con decisione Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, che denuncia una preoccupante assenza di attenzione da parte della politica nazionale nelle quarantotto ore più critiche. L’associazione dei consumatori reclama non solo il riconoscimento dello stato di emergenza, ma l’adozione di misure economiche straordinarie come la sospensione degli oneri fiscali e l’erogazione di ristori immediati per famiglie e imprese che hanno visto le proprie case e attività invase dall’acqua. Per il Codacons, il coordinamento tra Prefetture e Protezione Civile deve essere potenziato subito per non lasciare i cittadini, come quelli di Pozzallo e delle altre aree colpite, soli di fronte a un disastro che richiede la presenza tangibile dello Stato.
